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Lisbona letteraria: itinerario sulle tracce di Pessoa, Saramago e Tabucchi

Pubblicato il 23/09/2024

“Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole” scriveva l’autore lusitano Fernando Pessoa e tanto basta per descrivere una città piena di colori e di contrasti, che affascina ad ogni passo.

A Lisbona, sua città natale, il famoso poeta ha dedicato pagine di infinita bellezza, sotto il nome di Ricardo Reis, Bernardo Soares, Alberto Caeiro e Álvaro de Campos oltre ad un libro, “Lisbona. Quello che il turista deve vedere” ancora oggi attuale, pensato proprio per accompagnare il turista alla scoperta della sua amata città.

E allora perché non iniziare a visitare la capitale portoghese seguendo proprio le sue orme?

Itinerario letterario: la Lisbona di Pessoa

Il tour letterario ideale non può che partire dalla casa natale di Pessoa, in Largo de São Carlos, nel quartiere del Chiado, dove troviamo una statua realizzata dallo scultore belga Jean-Michel Folon, che lo ritrae con un libro al posto del volto.

In questa piazza, proprio di fronte alla casa di Pessoa, sorge l’unico teatro dell’Opera del Paese, il Teatro Nacional de São Carlos.

Da qui con una passeggiata su Rua Nova da Trindade porta fino a Rua Garret dove sorge il “Café A Brasileira” che nel 1997 è stato insignito del titolo “Patrimonio architettonico portoghese“. Impossibile non notarlo perché Pessoa è ancora qui, seduto per sempre a un tavolo all’esterno del locale in cui amava fermarsi a scrivere e bere bica, il classico espresso portoghese.

Sulla stessa via è possibile ancora oggi visitare la Livraria Bertrand, la libreria in attività più antica del mondo, fondata nel 1732 e frequentata da tutti i grandi nomi della letteratura portoghese.

Scendendo dal colle del Chiado incontriamo il Convento do Carmo, distrutto dal terremoto del 1755, del quale è possibile visitare le affascinanti rovine a cielo aperto insieme al Museo Archeologico annesso.

Dopo la visita possiamo scendere per le scale o vivere un’esperienza unica all’interno del celebre Elevador de Santa Justa, che con le sue eleganti cabine in legno, ferro e ottone ci porta nel cuore del quartiere Baixa.

È qui che vive Bernardo Soares, protagonista e narratore de “Il libro dell’inquietudine” ed è sempre qui, e precisamente in Rua Dos Douradores, che sorge il Restaurante Pessoa, una tipica tasca portoghese, una sorta di osteria locale intitolata allo scrittore che spesso la frequentava per pranzo.

Da qui attraverso la splendida Rua Augusta si arriva alla maestosa Praça do Comércio, che si apre sul Tago ed è senza dubbio una delle piazze più grandi e più belle della città.

Con lo storico tram 15E o con un autobus di linea Carris, è possibile raggiungere il quartiere di Belém con il maestoso complesso manuelino del Mosteiro dos Jerónimos dove il corpo di Pessoa è stato trasportato con solenne cerimonia negli anni ’80 del secolo scorso.

Il monumento funebre celebra le mille personalità dello scrittore, riportando insieme al suo nome anche i suoi eteronimi, i nomi degli autori immaginari che hanno popolato la sua produzione artistica.

In precedenza le sue spoglie erano state sepolte nel cimitero Dos Prazeres in Campo Ourique, il quartiere dove trascorse i suoi ultimi anni; qui all’interno della sua ultima residenza, nel 1993, è stato inaugurato il centro culturale Casa Fernando Pessoa, che propone tanti eventi culturali interessanti per conoscere meglio la figura di Pessoa e la cultura lusitana di ieri e di oggi.

Non solo Pessoa: altri grandi nomi legati a Lisbona 

A proposito di cultura lusitana non si può dire di conoscere davvero Lisbona senza conoscere un’altra delle sue penne più celebri, José Saramago, Premio Nobel per la letteratura e autore tra l’altro del libro “Viaggio in Portogallo”, piccolo grande gioiello che chiunque decida di visitare Lisbona e il Paese intero dovrebbe leggere.

Da non perdere una visita della casa dove Saramago visse molti dei suoi anni, nei pressi del Jardim da Estrela, e quella di fronte alla quale riposano le sue ceneri, la meravigliosa Casa dos Bicos, che oggi ospita la Fondazione José Saramago.

Manca ancora un quartiere all’appello, l’Alfama, che chiuso tra il Castello di São Jorge e il fiume Tago, custodisce l’anima più autentica della città di Lisbona. Qui viveva Pereira, l’anziano giornalista protagonista di Sostiene Pereira, capolavoro di Antonio Tabucchi, autore italiano indissolubilmente legato a Lisbona.

“Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava” scrive Tabucchi, e come in un viaggio circolare torniamo alla citazione iniziale di Pessoa, all’idea della luce, dei colori unici di questa città che affascina e stupisce.

In realtà il nostro tour potrebbe continuare all’infinito, tra suggestioni letterarie e scorci da togliere il fiato: l’ultimo consiglio è quello di perdersi tra i vicoli della città e raggiungere così i meravigliosi Miradouro, i belvedere da cui godere di viste indimenticabili sui vari quartieri di una città che profuma di storia, inchiostro e oceano.

Seduto in uno dei Miradouro, all’ora del tramonto, potrai provare sulla tua pelle il vero significato della parola saudade, termine della cultura lusitana intraducibile in altre lingue, che indica una sorta di malinconia, di nostalgia, che non si può spiegare a parole, ma solo vivere.